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FEFF17 – Il Diario delle pecorelle – Quinta puntata

di il 04/05/2015
 

Mercoledì è giorno di Horror, qui al FEFF. Argentina, amante assoluta del genere, ci ha svegliato alle sette e mezza per non perdere nemmeno un minuto di Hollow, film di paura vietnamita, firmato dal regista Tran Ham.

Dove ci sono fiumi e umidità, ci sono fantasmi, si sa. Dove ci sono bambine maledette ci sono torbide storie di pedofilia. Dove c’è magia nera ci sono piante di croco carnivore, a volte. Poca paura e poca originalità non frenano l’amore per l’occulto e gli ammazzi delle pecorelle che plaudono un po’ inebetite. Sarà il sonno. Film dimenticato dopo pochi minuti insegna che per il croco è meglio un uovo oggi, se il desiderio da esaudire è piccolo. Se è grosso ci vuole la gallina domani. Da sgozzare.166e5571207b9ddc63b9c2a4df4b15ebVa meglio, anche se suo malgrado, con The swimmers del tailandese Sophon Sakdaphisit. Due amici campioni di nuoto piangono il suicidio della ragazza di uno dei due, gettatesi dalla piattaforma più alta nella piscina vuota. La giovane, scopriremo, era in realtà l’amante anche dell’altro e il suicidio forse non è un suicidio. Allucinazioni acquatiche, sbam sonori a vagoni senza ragione, incongruenze vistose e buchi di sceneggiatura trasformano l’horror in un vero spasso per le pecorelle. Chi bela a crepapelle, chi scalcia pallette, chi punzecchia Argentina, la sola a fare ‘Sssshhhh’ in continuazione, sdegnata. Usciamo felici e divertiti commentando per mezz’ora tutte le assurdità appena viste.
6196APer il terzo horror della giornata bisogna aspettare la sera con il coreano The wicked di Yoo Young-seon. Una stagista in un ufficio, è rimproverata dalla sua responsabile per un lavoro fatto male. Quando quest’ultima le propone di rifarlo per bene entro sera mettendo in palio una falange del suo dito, la ragazza accetta chiedendo che anche lei rinunci alla sua falange nel caso che il lavoro corretto sia consegnato per tempo. Dopo questo strano accordo iniziamo a conoscere meglio la stagista che si rivelerà presto un essere assai particolare, in bilico tra pazzia e stregoneria. Girato, a detta dell’autore, con budget ridottissimo, questo film mette più sonno che paura. Nerina si addormenta dopo la prima mezz’ora e le altre la seguono a poca distanza. Quando si destano verso la fine, si rendono conto di non avere perso molto e protestano come sanno.5930A

Per fortuna che, a salvare la giornata e alzare il livello della programmazione generale, sullo schermo del Teatro Giovanni da Udine era passato nel pomeriggio il divertente e struggente Uncle Victory di Zhang Meng. Il regista, già autore del notevole The Piano in a Factory, visto a Udine lo scorso anno, realizza il suo film più maturo portando in scena, dentro ai soliti paesaggi squallidi di villaggi rurali stravolti dall’industrializzazione, una storia di redenzione, in bilico tra commedia e dramma, con una mano originale e un taglio autoriale che fanno di lui uno degli autori cinesi più importanti di questo periodo. Non a caso quest’opera ha vinto il gran premio della giuria allo Shanghai Film Festival. L’epopea dell’ex capogang Cheng che, uscito di prigione, si mette a gestire come insegnante l’unica scuola materna del suo villaggio, ospitata in quello che un tempo era un teatro di sua proprietà, è originale e trattata con delicatezza e umorismo. Ogni elemento narrativo è controllato e funzionale: musica, cura dei dettagli nella descrizione dei caratteri, citazioni, scenografie, scelta delle location. Uncle Victory è un dannato capolavoro giustamente non premiato dal pubblico del FEFF, troppo assuefatto ai sapori standard dei buoni sentimenti precotti per riuscire ad apprezzare un film gourmet come questo. Addio Zhang Meng. Non credo che i festival più blasonati ti permetteranno ancora di tornare qui. Standing belation delle pecorelle al termine.

Dimenticavo: in giornata sono passati anche Meeting Dr. Sun del taiwanese Yee Chih-yen, buffa (così così) avventura di ragazzini  downloade l’epopea matrimoniale di My Love My Bride del coreano Lim Charn-sang.my-love-my-bride

Commediole che restano sul filo della argentea mediocrità, già dimenticate anche da Soapina, la pecorella casalinga sognatrice.

 

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