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Inside Out di P. Docter e R. del Carmen

di il 28/02/2016
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IL MIO VOTO


 

Vi capita mai di guardare qualcuno e di chiedervi: “Che cosa gli passa per la testa?” Io direi piuttosto: “Avete presente cosa significa essere Bi-polari?” Per la Pixar, invece, ognuno di noi non è Bi-polare, ma Penta-polare!

L’idea è che cinque tipi colorati, col carattere molto strano, stiano dentro il cervello di chiunque (ma proprio di tutti, perfino di cani e gatti) e decidano non tanto quello che facciamo ma come ci sentiamo, interagendo con una strana tastiera. Tutto questo però è solo una “metafora“, anzi lo è proprio tutto il film che, in maniera molto leggera, descrive le dinamiche con cui si formano e si sviluppano i sentimenti.
Per fare un esempio, si parte con la prima emozione di Riley, una piccolissima bebè – la nostra protagonista – semplice e pura, l’emozione è Gioia: una tipa tutta gialla, con un ciuffo di capelli corti blu a punta, carina e dallo sguardo sbarazzino che sprizza simpatia (e che il più delle volte ricorda una stella con tanto di pelle che brilla). Gioia preme l’unico tasto ora presente sulla tastiera per farla subito stare meglio e ridere. Ma la metafora non si ferma qui, la Pixar cerca in un modo brillante di semplificare sia come funziona la nostra memoria (ogni ricordo è una piccola sfera di vetro colorato) sia come le esperienze ci caratterizzano e ci rendono quello che siamo.
Il film ha parecchi livelli di lettura. Sento spesso commentare che non è un film adatto ai più piccoli, io non sono assolutamente d’accordo: i bambini identificano subito i colori con i sentimenti e gli sketch divertenti tra i vari personaggi li catturano anche se capiscono solo vagamente come questi piccoli esserini colorati possano condizionare. Insomma, certamente non si annoiano, ma sono i grandi quelli che possono davvero gustare fino in fondo il film.
La storia della giovane Riley, dopo una veloce spiegazione di come funzionano sentimenti e ricordi durante la sua infanzia, si focalizza sulla pre-adolescenza spiegando come alcuni di questi ricordi base fondamentali alimentino un aspetto diverso della propria personalità.
Un semplice esempio dei diversi livelli di interpretazione del messaggio è quando la goffa Tristezza (dalla forma che ricorda una lacrima) per errore tocca i ricordi di Gioia: i più piccoli vedranno che prima erano gialli e poi vengono trasformati in azzurri e tristi, ma i più grandicelli possono cogliere subito quello che c’è dietro: cos’è la nostalgia se non proprio la tristezza e la gioia mescolate insieme? Ecco come, il ricordo più felice di una piccola bimba che impara dai genitori ad andare coi pattini sul ghiaccio, una volta cresciuta e trasferita nella grande città si trasforma nella tristezza di non poter mai più rivivere quella stessa esperienza.
Ci si rende quindi conto che lo stratagemma è geniale, le 5 emozioni sono proprio la base per ogni altra emozione, basta solo mescolarle assieme, questo però è possibile solo crescendo e maturando (ecco perché anche la tastiera “cresce” via via).

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Il tutto scorre capendo come sia possibile passare dalla spensieratezza della giovane età, piena di ricordi felici, alla maturità in cui si vivono gli stessi ricordi come un qualcosa di passato e irripetibile, dal gusto agrodolce. Con lo stesso sistema si mescolano anche le altre emozioni: rabbia, disgusto e paura (rispettivamente: un ciocco rosso, un broccolo verde e uno stecco viola) tra di loro, generando una Riley più consapevole di sè stessa e della sua famiglia.
Assieme, ma in maniera meno approfondita, viene toccato anche ciò che riguarda l’oblio, dove i ricordi si volatilizzano cancellandosi per sempre, il subconscio come una prigione dove sono rinchiusi tutte le più grandi paure ed il pensiero astratto dove forme e colori cambiano in modi assurdi e divertenti.
Si parla anche di come corrano i pensieri (come un treno), di come opinioni e fatti spesso vengono scambiati tra loro, dell’immaginazione che col tempo e le delusioni viene distrutta poco a poco. Argomenti insomma che di solito vengono evitati accuratamente in film “per bambini”, ma che qui sono affrontati con brillante coraggio e intelligente umorismo, rendendo questo uno dei film più maturi della storia della Pixar.
Non bastasse tutto questo, i maestri della Pixar sono riusciti anche ad inserire tutta una serie di “easter eggs” che richiamano i loro vari film precedenti (uno fra tutti gli uccellini di “for the birds” sui cavi della luce a bordo strada mentre la famiglia trasloca) tutti da scoprire!

Interessantissimo articolo

Inside Out: cosa succede quando s’incontrano le emozioni

Inside Out (2015)
Inside Out poster Rating: 8.6/10 (108,087 votes)
Director: Pete Docter, Ronaldo Del Carmen
Writer: Pete Docter (story), Ronaldo Del Carmen (story), Meg LeFauve (screenplay), Josh Cooley (screenplay), Pete Docter (screenplay), Michael Arndt (additional story material), Simon Rich (additional story material), Bob Peterson (additional dialogue), Bill Hader (additional dialogue), Amy Poehler (additional dialogue)
Stars: Amy Poehler, Phyllis Smith, Richard Kind, Bill Hader
Runtime: 94 min
Rated: PG
Genre: Animation, Adventure, Comedy
Released: 19 Jun 2015
Plot: After young Riley is uprooted from her Midwest life and moved to San Francisco, her emotions - Joy, Fear, Anger, Disgust and Sadness - conflict on how best to navigate a new city, house, and school.
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