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Fawlty Towers e la neo-sensibilità occidentale

di il 22/02/2021
 

Correva l’anno 1975. Nei negozi di dischi, tanti e più o meno specializzati, si vendevano gli LP (ellepi) a 33 giri (erano in vinile ma nessuno li chiamava così). Bruce Springsteen pubblicava “Born to run”, i Pink FloydWish you were here”. Li ascoltavamo sul nostro impianto Hi-Fi, che avevamo tutti. Al cinema uscivano capolavori come Barry Lyndon, Profondo Rosso, Lo Squalo, Salò o le 120 giornate di Sodoma, I tre giorni del Condor. Si poteva fumare. Non c’era Wikipedia. Per sapere le cose si dovevano leggere libri e quotidiani. Esistevano ancora la Cultura e gli intellettuali. Si andava in moto senza casco e le auto non avevano le cinture di sicurezza. Non c’era l’AIDS. Le ragazze erano morbide. La cellulite era un raro problema di pingui signore di mezz’età. C’erano ancora bocche con denti storti e gli uomini, tranne i ginnasti e i manovali, non avevano i muscoli sviluppati. Non si conosceva il significato di “six-pack”. In Italia esisteva il “Movimento”, insieme eterogeneo di giovani che reclamavano più libertà e giustizia. L’emanazione della legge “Reale”, legge speciale che reintroduceva il ‘fermo di polizia’, aumentava i termini di carcerazione preventiva e permetteva alla polizia di sparare sulla folla “per impedire la consumazione di attentati o altri eventi nefasti”, portava in piazza, a manifestare contro la “repressione”, migliaia di studenti e operai. SI viveva meno a lungo, gli uomini specialmente. Si lasciava questa valle di lacrime ancora piuttosto in gamba, confortati dalla famiglia.

Nello stesso anno, iniziava quella che fu definita, da un gruppo di critici della rivista Radio Times, la migliore sit-com inglese di sempre: Fawlty Towers, ideata e interpretata dal “Monty Python” John Cleese e dalla moglie di allora Connie Booth. La serie era ambientata a Fawlty Towers, un hotel immaginario nella località balneare di Torquay, sulla riviera inglese. Gli episodi vedevano l’arrogante, scortese e nevrastenico proprietario Basil Fawlty (Cleese), insieme alla prepotente moglie Sybil (Prunella Scales), la giudiziosa cameriera Polly (Booth) e l’inetto cameriere spagnolo Manuel (Andrew Sachs) alle prese con situazioni farsesche nel tentativo di gestire al meglio l’hotel e i suoi ospiti spesso esigenti ed eccentrici. La comicità era di grana grossa, spesso slapstick. S’insultavano Indiani, Spagnoli, donne, omosessuali (nel personaggio del cuoco “ovviamente” greco), i Tedeschi e, in generale, tutti quelli che, nelle ristrette vedute del protagonista Basil, lo innervosivano o complicavano la vita. L’intolleranza era parte del personaggio che si permetteva anche di malmenare senza sosta il malcapitato cameriere spagnolo. Non esisteva il concetto di “politically correct”. Faceva ridere e basta. Nessuno si sentiva offeso. L’episodio “The Germans”, col suo famoso “Don’t mention the war! ” era considerato, dal popolo alemanno, il più divertente.

Correva l’anno 2020. I negozi di dischi non esistevano quasi più. Quelli specializzati vendevano, a prezzi esorbitanti, vinili pesanti per altrettanto costosissimi Hi-Fi “esoterici” e, necessariamente, per pochi. Bruce Springsteen usciva con “Letter to you” e il miglior disco dell’anno, secondo la rivista Rolling Stones, era “Fetch the Bolt Cutters” di Fiona Apple. Esistevano i cellulari, con i quali, tra le altre cose, ascoltavamo la musica tramite Spotify o YouTube. Al cinema ma, soprattutto, sulle piattaforme digitali, uscivano capolavori come Tenet, Tolo Tolo, Diamanti grezzi, Favolacce, Il processo ai Chicago 7. Non si poteva più fumare, tranne che all’aperto. Si leggevano soprattutto i titoli delle notizie su Internet. C’era Wikipedia. La Cultura non era tenuta in nessuna considerazione e gli intellettuali scomparsi. Erano obbligatori il casco in moto e le cinture di sicurezza in auto. C’era l’AIDS. Le ragazze erano muscolose. La cellulite era diffusa anche tra le adolescenti. Le dentature dei giovani erano perfette e gli uomini avevano tutti il petto pronunciato e il sogno del “six-pack”. I giovani non protestavano più per libertà e giustizia ma solo, blandamente, per i diritti delle minoranze e il riscaldamento globale. In Italia, la legge “Reale”, formalmente abolita ma, di fatto, ancora vigente, non interessava, in pratica, a nessuno e la parola “repressione” non aveva, orwellianamente, più alcun significato. Si viveva più a lungo, spesso rincoglioniti e soli, assistiti da una badante dell’Est Europa.

Nello stesso anno, la piattaforma digitale UKTV (della BBC), rimuoveva provvisoriamente l’episodio “The Germans” di Fawlty Towers dal proprio catalogo perché contenente “insulti razzisti” (nello specifico, quelli del Major Gowen nella clip sopra), promettendo di reintegrarlo, in seguito, con l’avvertimento: “Attenzione! Contenuti e linguaggio offensivi”.
John Cleese commentava così l’avvenimento su Twitter: “Avrei sperato che qualcuno alla BBC fosse in grado di capire che ci sono due modi per prendere in giro il comportamento umano. Uno è attaccarlo in modo diretto. L’altro è creare un personaggio palesemente comico, che parli e agisca secondo quel comportamento.”

 

Numerosi episodi di Fawlty Towers sono pubblicati per intero su YouTube o Dailymotion. La serie completa in DVD, con sottotitoli in inglese, è acquistabile su Amazon.it

Faulty Towers The Dining Experience
A Londra, se e quando sarà di nuovo aperto, esiste un teatro-ristorante che si rifà alla fortunata serie televisiva, dove è possibile cenare ed essere protagonisti-spettatori di una cena-spettacolo insieme a Basil, Sybil e Manuel.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

commenti
 
Rispondi »

 
  • Carlo Gambillo
    23/03/2021 at 23:19

    Bellissimo pezzo, Danilo.
    Vorrei ricordare a tutti che su Netflix sono presenti le prime 4 stagioni di The Flying Circus dei Monty Python, le cui vette ancora adesso irraggiungibili di black humour, surrealismo e political incorrectness hanno segnato una svolta nella storia della comicità. Sono passati quasi 50 anni e nonostante tutti abbiano copiato a mani basse, nessuno è mai riuscito ad avvicinarsi. Sketches come The Dead Parrot o The Hungarian Phrasebook dovrebbero essere insegnati nelle scuole, magari al posto dei Malavoglia…

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