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#TGLFF31 – VERFEHLUNG di Christian Schneider

di il 06/05/2016
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Le molestie ai ragazzini da parte di sacerdoti non sono certo un tema nuovo, nè per il cinema nè per la cronaca. In questo film l’argomento vien però  trattato in maniera molto seria e rigorosa, come solo certo cinema tedesco riesce a fare: nessuno spazio per sentimentalismi o lacrime facili, ma una laconica rappresentazione dei fatti e delle loro devastanti conseguenze.
Il protagonista del film, più che Jakob, il sacerdote che lavora in carcere, è la sua coscienza lacerata. Dominik, suo collega ed amico, viene accusato di aver avuto rapporti sessuali con un minorenne che lo ha denunciato. Inizia così la lotta di Jakob contro l’istituzione Chiesa, contro il sarcasmo degli altri carcerati, e più in generale un conflitto tra verità e opportunità. Quando Dominik rivela a Jakob la sua colpevolezza, comincia un peregrinare di quest’ultimo alla ricerca dei fatti e delle persone nociute dal suo amico.
Accanto alla denuncia verso una Chiesa che difende sistematicamente i suoi appartenenti (a dire il vero in questo film L’istituzione è descritta meno cinica e autoreferenziale del solito), c’è il demone interiore ed interamente personale di Jakob, di chi ha perso la serenità di giudizio, in quanto coinvolto in prima persona.
Chi soffrirà di più da un processo pubblico? Accusati o accusatori?
La Chiesa è in grado di far pulizia dall’interno?
C’è una legge superiore a quella degli uomini a cui dover far riferimento mentre si vive a contatto con gli altri?
Bravissimo Sebastian Blomberg, attore che interpreta Jakob (incredibilmente rassomigliante a Morrissey) a comunicare il suo disagio attraverso una recitazione mai sopra le righe, nervosa e agitata.

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