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Cinquanta sfumature di grigio (Fifty Shades of Grey) di S. Taylor-Johnson

di il 13/02/2015
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L'entusiasmo dei gruppetti di finte bionde alle casse del cinema

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La noia e il dispiacere dei gruppetti di finte bionde a fine visione

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AFORISMA
 

Non faccio l'amore, io scopo, duro.

 

A San Valentino, nel 2015, neppure il più Gran Rincoglionito® sulla Terra porterebbe più a cena la propria Morosetta Del Cazzo© o le farebbe un regalo ad hoc, almeno non senza vergognarsene: la sessualità anni ottanta, fortunatamente, è finita. Il fatto stesso di ricordarsi che questa festa esista è, secondo note pubblicazioni meta-analitiche (di cui in calce la bibliografia*), l’evidenza di una qualche forma di ritardo mentale e, se ancora qualcuno – privo di malattie conclamate – lo fa, niente di male: è la semplice dimostrazione che l’evoluzione dalla scimmia all’uomo non si è ancora compiuta del tutto. Il primate umanoide che vive credendosi una persona è l’ovvia eccezione che conferma la teoria di Darwin.
Ciononostante, come non scrivere uno Speciale San Valentino®, quest’anno, quando c’è Christian Grey ad urlarne la venuta? Lui, coi suoi spot televisivi, i manifesti pubblicitari, la prima mondiale alla Berlinale e la sua faccia da Tonno-Rana© con un occhio piccolo e l’altro così grande da sembrare un uovo sodo pronto a schizzargli fuori dall’orbita. Lui, bello da dietro, che con la sua stazza da monta, la sua schiena turgida ed il suo culo glabro sarebbe un fantastico partner passivo occasionale.

Di cosa parla il film è presto detto: un giovane ricco muscoloso vuole tirare sei frustate ad una ragazza magra vergine di cui s’innamora. Dopo un’ora e mezza d’insistenza, e dopo averla abbondantemente deflorata, la convince ma lei ci rimane male perché sente dolore (mica se lo immaginava) e se ne va via triste. Gli chiede perchè gli piaccia frustare le donne e lui con aria affranta le rivela l’angoscioso segreto radicato in un’infanzia di orfano e vittima di pedofilia (originale!):

Perchè ho cinquanta sfumature di perversione”

Fine del film. Posso solo immaginare quante volte abbiano dovuto ripetere questa battuta per registrarla senza che al protagonista venisse da ridere.
Come facente parte del pubblico in sala non ho potuto non notare l’evidente imbarazzo dei due attori nell’essere parte di un film del genere: mi sono vergognato per loro cazzo.

 

'Fifty Shades of Grey' Premiere - 65th Berlinale International Film Festival

 

Mi domando, sarebbe questo lo scandalo sessuale dell’anno? Uno che si innamora, tira un paio di sculacciate ed alla fine sei frustate contate consenzienti? Questa roba da pivelli? Ci son rimasto male, immaginavo un mondo fatto di persone un pelo più smaliziate, visto anche quello che i preti – il punto di riferimento se si parla di Castità© – fanno ai ragazzini la domenica pomeriggio. Mi pare che ad un certo punto Mr. Grey mordicchi addirittura il labbro della giovane: un mostro che merita l’inferno, insomma.
Il proiettore illumina sullo schermo una sessualità che fa tenerezza, pratiche di campagna analfabeta del primo dopoguerra (morsi, sculacciate, legacci), tutta roba talmente superata e triste che ci si dovrebbe vergognare anche solo a proporre al proprio compagno/a. Se ci si sorprende, incuriosisce o – iddio non voglia – offende di questi concetti elementari, immagino l’allegria sotto le lenzuola.
Le scene erotiche edulcorate, patinate, finte, involontariamente comiche, noiose, irrealistiche e tenere occupano comunque solo una parte infinitesimale delle oltre due ore di girato. Il film parla d’altro: si vuol vendere la pellicola facendo perno su una trasgressione da chierichetti ed invece si assiste alla solita storia sentimentale omologato-standard per coppiette-scimmie, a San Valentino.

In sala almeno si ride? All’inizio si, forse era l’effetto del vodka tonic ma, sapermi al cinema a vedere una tale immondizia, mi aveva messo allegria. La platea intera si divertiva e sbeffeggiava rumorosamente. Poi, dopo una ventina di minuti, basta, nemmeno si aveva voglia di riderne: il gioco è bello se dura poco, le scene ed i dialoghi ripetuti sempre uguali hanno abbattuto il morale a tutti. A fine proiezione, il pubblico – carico di hype sessuale all’inizio – s’è mosso mestamente verso l’uscita, convinto di aver buttato tempo e soldi. Ore di sonno perse. Facce grigie, quelle si, per davvero.

Non conosco l’omonima novella erotica che ha fatto orgasmare così tante donne vogliose negli scorsi mesi ma, il film, non è pruriginoso per niente: tutte le finte bionde che si aspettavano le peggio perversioni genitali sono rimaste deluse, mai un nudo integrale, solo qualche tetta da copertina di moda. E’ solo una storia d’amore vecchio stampo con qualche sculacciata qua e la, roba per signore a forma di cubetto che passano la vita in cucina a lessare gnocchi freschi con la TV accesa. In parte mi ha ricordato Il tempo delle mele, ma mi ha depresso e, sapendo che andrà al primo posto al botteghino, intristito. E’ un film che va oltre la soglia della stupidità ma non tanto da fare il giro di 360 gradi fino a risultare almeno divertente. E’ solo l’emblema dell’ignoranza. A tal proposito: menzione speciale ai geni italiani che hanno tradotto nel titolo, ma non nel testo, anche il nome proprio del protagonista.
No, non ci siamo cazzo. Ora devo riguardarmi *Nymphomaniac per due volte di seguito nella speranza di purificarmi da tanta mediocrità, e dura pure cinque ore, cazzo.

Fifty Shades of Grey (2015)
Fifty Shades of Grey poster Rating: N/A/10 (N/A votes)
Director: Sam Taylor-Johnson
Writer: Kelly Marcel (screenplay), E.L. James (novel)
Stars: Jamie Dornan, Dakota Johnson, Luke Grimes, Jennifer Ehle
Runtime: 124 min
Rated: R
Genre: Drama, Romance
Released: 13 Feb 2015
Plot: Literature student Anastasia Steele's life changes forever when she meets handsome, yet tormented, billionaire Christian Grey.
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