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#Venezia73 – il famosissimo, imitatissimo e mai eguagliato Diario Scatologico: la serata di pre-apertura, Tutti a casa di Luigi Comencini

di il 31/08/2016
 

Dopo aver passato gli ultimi giorni d’agosto nel litorale triste, quello con l’acqua caraibica mista a percolato di scarico dei mattatoi di maiale, arriva la Mostra Internazionale D’Arte Cinematografica Di Venezia a dar vita ad un finale di stagione fatto di capelli bruciati al sole, tagli drastici per salvare il salvabile ed attori in declino che pagano Novella 2000 pur di farsi paparazzare nudi (evito di citare le Grassone in Spiaggia solo perché ho fatto colazione e temo il reflusso). Sono tanti anni che frequento il Lido come inviato Media Press per vari siti ma, inspiegabilmente, la passione non viene meno. Mi annoia tutto, soprattutto la tradizione, la ripetizione, l’equilibrio e la quotidianità, ma non mi stanco mai di ascoltare storie nuove, anche solo le poche che rimangono quando le porte della Cittadella del cinema si chiudono a settembre inoltrato. Ogni anno infatti inizio sempre prima questa maratona di film, alcol e caffè, nonostante gli occhi rossi, nonostante i lunghi viaggi della speranza nei mezzi pubblici, nonostante le ore piccole, nonostante l’abbronzatura d’ordinanza degli usceri, nonostante la reyer, nonostante le code, i controlli agli accessi e nonostante l’alitosi dei vicini: amo questo evento.

Eccomi pronto in forze già da martedi (la preapertura è praticamente riservata ai veneziani muniti di invito) con un classico restaurato di Comencini, uno di quei film italiani di quando l’Italia era bella. Non un grandissimo regista ma comunque un grande. Comencini è (era) un appassionato “gnomo su spalle dei giganti coetanei”, il clima favorevole del dopoguerra soffiava nei suoi film più dettagli e più arguzia di quanto ci si aspetti ma senza quella corrente miracolosa che spingeva gli artisti ad opere stupende, Comencini avrebbe avuto ben meno respiro nella storia. Lo scontro e l’incontro delle idee, i circoli virtuosi, il nuovo ed il bello attraggono elementi. Per lo stesso motivo, anche se di polarità opposta, passando per Marghera viene voglia di prendere un sasso e spaccare qualche altra finestra.
La presentazione del film è terribilmente lunga e si annacqua nei dettagli dell’incontro di pugilato tra la censura e questo Tutti a casa, il film si pavoneggia di voler essere storico ed educativo ma in questi ambiti specifici viene demolito dalle “vedute su Venezia” che lo precedono. Quelle dei fratelli Lumière, praticamente gli inventori del cinema.
È un momento magico. Offrire il mondo al mondo, vedere Venezia di fine ottocento, godere di uno spaccato storico coi suoi vestiti, le sue abitudini e i suoi abitanti è rivelatorio.
In particolare, una tra quelle proiettate, è la prima panoramica mai girata con cinepresa in movimento. La prima in assoluto, nella storia del cinema. Dopo di questo evento, qualsiasi altro film verrebbe sminuito.

Non è un torto ritenere Comencini una spanna sotto ai grandi maestri di quel momento incredibilmente fortunato dell’Italia cinematografica. Ma se oggi si girassero film come i suoi si griderebbe al miracolo.

Everybody Go Home! (1960)
Everybody Go Home! poster Rating: 7.7/10 (576 votes)
Director: Luigi Comencini
Writer: Agenore Incrocci (story), Furio Scarpelli (story), Agenore Incrocci (dialogue), Furio Scarpelli (dialogue), Agenore Incrocci (screenplay), Furio Scarpelli (screenplay), Luigi Comencini (screenplay), Marcello Fondato (screenplay)
Stars: Alberto Sordi, Serge Reggiani, Carla Gravina, Martin Balsam
Runtime: 120 min
Rated: N/A
Genre: Comedy, Drama, War
Released: 27 Oct 1960
Plot: When Italy surrenders to the Allies, part of the Italian army is dispersed and soldiers begin to return to their homes.
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