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#EFF2018- Intervista a Santiago Esteves, regista vincitore dell’Edera Film Festival 2018 con La Educación del Rey

di il 10/03/2019
 

Era lo scorso 16 novembre quando Santiago Esteves veniva premiato per aver presentato il miglior lungometraggio in concorso alla prima edizione dell’Edera Film Festival di Treviso: La Educación del Rey. Ricordo in due parole la trama del film: Reynaldo, giovane inesperto, viene cacciato di casa e non sapendo come tirare avanti entra in contatto con la malavita locale. Purtroppo per lui, o per fortuna, già la prima rapina fallisce e mentre fugge dalla polizia cade rovinosamente nel cortile di una casa distruggendone la serra. Carlos, il proprietario, ex guardia giurata in pensione, ferma Rey, lo protegge e lo obbliga a restare a vivere da lui fintanto che non avrà riparato tutti i danni causati al giardino. Man mano che passano i giorni la relazione tra Rey, Carlos e la moglie si stringe ma fuori dal recinto di casa le conseguenze del colpo fallito si ingigantiscono…

Ho avuto il piacere di incontrare Santiago alla fine della cerimonia di premiazione per chiedergli se era disponibile a rilasciare un’intervista. Dato che nel Q&A di fine proiezione aveva già avuto modo di raccontare la sua esperienza come regista della serie TV dalla quale è nata l’idea per il film e dal momento che immaginavo potesse essere stanco di rispondere alle stesse domande, ho voluto cambiare prospettiva all’intervista. Ho pensato che sarebbe stato interessante rivolgere le domande non direttamente al regista, ma piuttosto ai due personaggi principali del film: Reynaldo e Carlo. Dopotutto, chi li conosce meglio di lui?

A Reynaldo:

  • Quando sei caduto nel giardino di casa di Carlos, perché hai accettato di rimanere invece di scappare via? L’hai fatto più perché temevi chi ti dava la caccia o per fiducia immediata in Carlo?
  • Direi entrambe: all’inizio avevo molta paura poi è intervenuta la sensazione di sicurezza che mi davano Carlos e Mabel.
  • Hai intenzione di chiedere a quella ragazza di uscire? No, non ci provare nemmeno a fare lo gnorri, abbiamo visto come la guardavi!
  • Effettivamente è molto bella, l’avrei invitata ad uscire se le cose con la polizia non si fossero messe male.
  • Ti piacerebbe tornare a Mendoza in futuro o c’è un altro posto dove immagini di poter crescere?
  • Mi piace il posto dove vivevo, mi sarebbe piaciuto rimanere a casa di Carlos più a lungo. Però ora a Mendoza sono braccato e non posso tornarci.
  • Pensi che un soprannome come “il re” abbia accresciuto la tua autostima?
  • Indubbiamente!
  • Guardia o ladro?
  • Guardia, mai.
  • C’è qualcosa che vorresti dire a Carlos, dopo tutto quello che ha fatto per te?
  • Solo grazie.

 

A Carlos:

  • Cosa hai pensato di Reynaldo quando te lo sei trovato in casa? Ti ha ricordato tuo figlio o hai rivisto in lui te stesso da adolescente?
  • Ho semplicemente visto un ragazzino impaurito, non un delinquente. Un bambino con molta paura e senza coraggio.
  • Hai mai temuto che Reynaldo potesse far del male a te o a tua moglie?
  • No. L’esperienza fatta in tutti i miei anni di lavoro mi ha insegnato a riconoscere chi può far male e chi no.
  • Se potessi tornare all’età di Reynaldo, sceglieresti ancora di diventare una guardia privata?
  • Non so. La vita accade una volta sola. Non mi faccio mai questa domanda.
  • Cosa ti piace di più di tua moglie?
  • Lei mi conosce come nessun altro al mondo.
  • Pensi che Reynaldo ti abbia insegnato qualcosa?
  • Mi ha insegnato che bisogna cercare di proteggere chi è più debole di te, quando si può.
  • C’è qualcosa che vorresti dire a Reynaldo, ora che la sua educazione è finita?
  • Che non si metta nei guai!

Ora sta a voi precipitarvi a guardare La Educación del Rey per conoscere in prima persona i due protagonisti.

Grazie Santiago per la tua disponibilità e simpatia, speriamo di rivederci alla seconda edizione dell’Edera Fim Festival!

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