A poche ore dalla proclamazione del vincitore che, visto il momento storico, con la guerra a Gaza ancora in corso, a prescindere dalle sue modestissime qualità cinematografiche, temo non possa essere altri se non The voice of Hind Rajab di Kaouther ben Hania, ecco il pagellino aggiornato della cricchetta, dove conta solo la creatività artistica:
In un concorso ricchissimo come quello di quest’anno, abbiamo ben tre fuoriclasse:
- Bugonia di Yorgos Lanthimos
- Silent friend di Ildikó Enyedi
- No Other Choice di Park Chan-wook
Menzione speciale, esce dal podio a testa alta e sarebbe sicuramente un titolo candidato al premio principale se fossimo in una delle recenti edizioni passate:
- Smashing Machine di Benny Safdie
Fuori dal concorso non c’è gara, domina il capolavoro Matadòr di Pedro Almodóvar, ma è difficile non segnalare anche
- The last viking di Anders Thomas Jensen
- Nuestra Tierra di Lucrecia Martel
- Divine Comedy di Ali Asgari.
Da segnalare infine i fanalini di coda in quanto cinema vecchio da rottamare:
- Newport & the Great Folk Dream di Robert Gordon,
- Funeral Casino Blues di Roderick Warich, Agon di Giulio Bertelli,
- In the Hand of Dante di Julian Schnabel
- Sotto le nuvole di Gianfranco Rosi.
Rosi in particolare sembra la Anna Oxa della Mostra del cinema: per anni veniva invitata al Festival di San Remo automaticamente, pur facendo sempre la stessa nenia. A ‘sto punto spero che arrivi una sorta di trap del cinema ad aprire un po’ le finestre, c’è aria viziata. Detesto la trap ma non quanto la noia.

