Recensioni
46 letture 0 commenti

Odissea (The Odyssey) di Christopher Nolan

di il 20/07/2026
Dettagli
 
Editor Rating
IL MIO VOTO


AFORISMA
 

Matt Damon con l'elmo sembra Brad Pitt.
Matt Damon senza elmo sembra Di Caprio.

 

E così siete andati a vedere l’Odissea di Nolanio. Alcuni avranno anche detto “Dèi, ndemo vedare ea Dissèa!
Noi abbiamo scelto di andarci spendendo tra cinema e babysitter il prezzo di un abbonamento al Porto Astra, ma vuoi mettere? IMAX, pur se non settanta millimetri, 30 minuti da casa su una highway semivuota, comodo parcheggio all’ingresso affianco a pickup con le ruote che di notte fanno luce. Quale ambiente più adeguato per la trasposizione cinematografica di una delle opere alla base della Civiltà Occidentale™?
Tutti in fila con i propri 40 chili di troppo per lato e una Coca da 2 litri, un tipo in braghe corte e cappellino con la maglietta con scritto Odyssey by Homer, chiaramente riferito al Poema e non al film. Un’altro col cappellino da veterano e la maglietta dei 250 anni dell’ultima versione della Civiltà Occidentale™ e un secchio di pop corn di una dimensione che no, non potete immaginarvela.
Irma in gran segreto ha anche scoperto che possiamo avere i sottotitoli, per cui, dopo 5 minuti di attesa, un gigante con due occhi ci porta un argagno che si infila nel portabicchiere e ti consente di leggere cose come “The Cyclops snores softly” quando è il momento. Ci sediamo in poltrone che consentono anche di oscillare nei momenti di tensione, e avvolgono come un abbraccio soffice i nostri poveri corpi non decorati da festoni di lardo come quelli di alcuni dei locali e ci godiamo, pur essendo in ritardo di 15 minuti, almeno altrettanto tempo di pubblicità.
Apprendiamo che Street Fighter ha una lore piuttosto profonda (quando finisco qui vado in cerca di chi cazzo è Vega), che a Londra si agitavano da un sacco, ma soprattutto che Tom Cruise è invecchiato di 30 anni dall’ultimo Top Gun.
Qui parte la recensione, che ha degli spoiler, ma se consideriamo che il testo ha oltre 2000 anni, it’s on you.

I troiani hanno degli elmi bianchi che sono chiaramente in carta riciclata. Con le follie green non si vincono le guerre.
Bello il cavallo, ma non ci vivrei, pare non avessero pensato a come gestire i bowel movements degli Achei. Ci si chiede come i Troiani non abbiano sentito la puzza mentre lo portavano dentro.
Matt Damon con l’elmo sembra Brad Pitt.
Matt Damon senza elmo sembra Di Caprio.
Il Procio più stronzo è quello di Twilight. It figures.
Telemàco di profilo sembra Cassian Andor.

Dal momento che è un’opera prodotta dall’ultima iterazione della Civiltà Occidentale™, oltre a Elena nera ci sono, nella crew di Ulisse, un indiano che sembra quello di Big Bang Theory se andasse in palestra e, del tutto inatteso, un asiatico che non fa nulla, se non a un certo punto andare a farsi ammazzare dalle sirene. Il resto del team di remo è una banda di vichinghi e nani del Signore degli Anelli che ritengono saggio remare in armatura e tengono le mani sul colletto come fanno in NFL. Li chiameremo gli Ithaca Sailors.

Altri punti che possono soddisfare gli abitanti della Penisola, che quando vanno all’estero si scoprono eredi dell’Impero Romano e cercano una pizza solo per criticarla, sono i Lestrigoni (abbiamo dovuto cercare che episodio fosse) che sono delle specie di Robocop, vestiti da Uruk Hai puliti – e rigorosamente senza collo come tallonatori rugbistici – che compaiono in una foresta dopo che un bambinetto ha fatto i capricci per sconfiggere i Sailors fuori casa 35 a 3.
Bella l’idea di Polifemo, con il naso storto tipo Sloth (cui peraltro somiglia anche quell’esempio di trasparenza che guida la FIFA). Devo dire che però tutta la scena sembra un effetto speciale anni ottanta fatto male. Forse il punto peggiore.
Ma naturalmente non siamo qui per limitarci a scoprire che un film americano è americano o che Viglione è interista. Il film è ben fatto e a tratti entusiasmante.

Innanzitutto, ditemi quello che volete, ma in inglese certe cose gasano molto di più – a meno che parliate greco antico, politropi che non siete altro – qualcosa tipo:

“You’ll bring vengenace?”
“I’ll bring all of it”

Brividi. Anche per come è inteso.
Qualcuno lì ha anche applaudito. Io senza “Justice, Fire and Blood” le mani le tengo ferme.
La scelta è di fare salti temporali e di piano di esistenza. Nel presente a Itaca dove i pretendenti spadroneggiano come un gruppo di studenti del college e sull’isola di Charlypso dove Matt col suo barbone indugia da sette anni, sicuramente senza alcun collegamento con l’aspetto della sua ospite. Colpa del loto, certo. Nel passato con il flashback sulla guerra di Troia che offre alcune delle scene indimenticabili e una delle chiavi del film. Nelle visioni di Ulisse con la Fremen Athena, stranamente senza occhi azzurri.
Ci è piaciuto la versione quasi Zerg di Scilla, anche se da un film così l’inquadratura di Cariddi dall’alto mi è mancata molto.

Il sixpack di Matt

 

Ben riuscita la scena nell’Ade con il Fantasma di Darth Agamemnon che suggerisce a Ulisse “Co te ve casa, sta ‘tento”, o in inglese “Disguise. Assess.” Agamennone fantastico, roba da 300 a mani basse.
Forse una delle trovate più riuscite è la visita a Circe, con i compagni di Ulisse trasformati in porci con fatica e una sofferenza visiva degna del Faust di Sokurov, di un film horror coreano o di un’opera d’arte davanti alla quale persone brutte abuserebbero della parola carne. Se ci si pensa si fa presto a dire “si mutarono in maiali”. Nolan ci fa vedere in tutta la sua crudezza che la trasformazione non è un pranzo di gala.
Il tema del film è la consapevolezza di Ulisse di aver agito in modo scorretto, cosa che avrà conseguenze (chiaramente si allude alla crisi della Civiltà Occidentale™) e il suo rapporto con Athena che potremmo definire una situationship, come minimo. Molto evocativa la scena del saccheggio di Troia, a volerla vedere con gli occhi del Grande Paese, almeno alcuni.

Un po’ sopra le righe le scene in cui un vecchio reduce da 10 anni di guerra e 10 anni di viaggio arriva al tempio e fa il ninja uccidendo 5 o 6 cattivi come fosse Neo di Matrix, ma senza lot of guns, ma i ragazzi con i popcorn si devono divertire anche loro.

Si esce dal film, del tutto ignari che siano trascorse tre ore – durante le quali la Juve ha pareggiato 0-0 col Basilea, schierando ancora una sedia in porta. Si esce, dicevo, con le parole di speranza di Ulisse che salpa verso il sole d’Occidente™ per rendere onore a chi è morto a causa sua. “La civiltà risorgerà” dice, e chiaramente sappiamo che sta parlando di Bald Eagle, stelle e strisce, Buffalo wings e AR-15. Ed è con questo mood nel cuore che si va in bagno dove il meglio della Civiltà Occidentale™ si svuota la vescica in flip flop, magliette con stelle sataniche, e occhiali alla Bossi.
Risorgerà, un giorno, come una certa squadra.
But not today.

A mi me ga piasesto el tocheto de legno

Sei il primo a commentare!
 
Rispondi »

 

Commenta e vota