#Venezia82 – L’orecchio lungo del Tanaka: I piccoli (grandi) perché della Mostra del Cinema di Venezia 2025 (Director’s Cut)
Domande:
Perché Father Mother Sister Brother di Jim Jarmusch, un film modesto di un autore tutto sommato modesto, perso in un anacronistico mondo hipster (“Venezia città di Vivaldi, Casanova e… Terence Hill”), ha vinto il Leone d’Oro?
Perché è stato assegnato il Leone d’Argento a La voce di Hind Rajab di Kawthar ibn Haniyya, anche se risibile da un punto di vista propriamente artistico-cinematografico?
Perché, anche se risibile da un punto di vista propriamente artistico-cinematografico, non è stato assegnato il Leone d’Oro a La voce di Hind Rajab di Kawthar ibn Haniyya, visto il genocidio in atto e l’accidia dei governi occidentali e medio-orientali?
Risposta:
Venezia 5 settembre 2025 – Ore 4:00 del mattino – Il cellulare di Alberto Barbera vibra
Barbera: Giulia, che succede, perché mi chiami a quest’ora?
Voce roca e anonima: Non sono Giulia, dottore, mi ascolti…
Barbera: Come… ma chi è? Come fa ad avere il cellulare di mia moglie. (Allarmato) Dov’è mia moglie?
Voce roca e anonima: A casa che dorme. Non si preoccupi, dottore, sto solo usando il suo numero. Noi possiamo fare questo e altro.
Barbera: Ma chi è? Cosa vuole?
Voce roca e anonima: Chi sono non ha importanza. Diciamo che rappresento gli interessi di un piccolo Paese nel Mediterraneo
Barbera: Ma chi…
Voce roca e anonima: Non mi interrompa, dottore e ascolti. Sappiamo che quasi certamente il Leone d’Oro, quest’anno, andrà a La voce di Hind Rajab di Kawthar ibn Haniyya , un film bugiardo di propaganda terrorista. Questo non può accadere.
Barbera: Ma… ma io non ho influenza sulla giuria, io…
Voce roca e anonima: Sì, che ce l’ha, dottore. Non mi prenda per fesso.
Barbera: Ma perché dovrei darle retta, scusi. Se pensa di intimidirmi…
Voce roca e anonima: Intimidirla? Ma no, dottore, che dice? Mica siamo la mafia! Siamo gente per bene, noi. Come Bob Iger, il CEO della Walt Disney Company o David Zaslav, il CEO della Warner Bros. o Brian Robbins, il CEO di Paramount Pictures e Nickelodeon o Jeff Shell, l’ex CEO della Comcast / NCBUniversal, che è stato addirittura premiato dall’American Jewish Committee. Tutti onesti sionisti laboriosi. Uomini d’affari ai quali dispiacerebbe vedere il Leone d’Oro assegnato a un film che calunnia Israele. E pensi che brutta sarebbe la Mostra del Cinema di Venezia senza i film prodotti dalle major americane. Il red carpet senza le star hollywoodiane. Solo qualche triste anziana regista ungherese o polacca e qualche pezzente argentino. Ci pensa? Che disastro!
Barbera (mesto): Ho capito. Vedrò cosa posso fare…
Voce roca e anonima: No, dottore. Faccia, senza “vedrò”. Per farle salvare la faccia, le concediamo di assegnare a quella schifezza pro Hamas il Leone d’Argento ma niente di più. Siamo d’accordo?
Barbera (tetro): D’accordo.
(…)
Barbera: Pronto, Alexander?
Alexander Payne (presidente delle giuria della Mostra del Cinema): Alberto! Che c’è? Perché mi chiami a quest’ora? E’ successo qualcosa?
Barbera: Sì. Cosa avete deciso, poi, per i premi?
Alexander Payne (sbadigliando): Non potevi chiedermelo domani a un’ora decente? Comunque, beh, ovviamente Leone d’Oro va a La voce di Hind Rajab. Pensavamo di dare quello d’argento a Jim Jarmusch. A Cannes l’hanno già premiato due volte e qui a Venezia non si era mai fatto vedere. In più, ormai, ha anche una certa… Potrebbe non esserci più l’occasione.
Barbera: Ecco, no, Alex, dovreste fare un piccolo cambiamento…
Domanda:
Perché è stata assegnata la Coppa Volpi a Toni Servillo?
Risposta:
Venezia 5 settembre 2025 – Sala giuria Mostra del Cinema di Venezia
Alexander Payne: Allora, cari colleghi, non ci rimane che assegnare la Coppa Volpi. Io…
Fernanda Torres: Toni Servillo!
Alexander Payne: Ehm, sì. Ha offerto una bella prova ma, magari, potremmo…
Fernanda Torres: Toni Servillo!
Alexander Payne: Non è che voglia dire di no, ma…
Fernanda Torres: Toni Servillo! Ha qualcosa che mi ricorda il mio adorato Pedro (Bial). Il mio primo amore, la mia prima volta e il mio primo marito. Non l’ho mai dimenticato…
Alexander Payne: Non che sia proprio un criterio per…
Fernanda Torres (dura): Toni Servillo o mi dimetto e racconto alla stampa del ricatto sionista.
Alexander Payne: Sshh, non chiamarlo così! Aspet… Ok, hai vinto, se gli altri sono d’accordo…
(silenzio assenso)
Video: Samina Seyed
Domanda:
Perché un film costosissimo come In the Hand of Dante, pieno di star internazionali come Al Pacino, John Malkovich, Gal Gadot (Wonder Woman), Gerard Butler, Martin Scorsese, Jason Momoa (Aquaman), diretto da un’icona dell’arte mondiale come Julian Schnabel, sembra girato da un vecchio etilista con evidenti segni di demenza senile?
Risposta:
In qualche isola non precisata dell’Indo-Pacifico, sede de L’orecchio lungo del Tanaka.
Riunione al termine della proiezione di In the Hand of Dante di Julian Schnabel
Tanaka: Come avete visto, purtroppo, ci troviamo di fronte a una merda costosissima, piena di star ebraiche e non, la figura del nostro Dante ridicolizzata, un famosissimo artista regista snob che si sputtana senza ritegno. Qual è la domanda che dobbiamo porci?
La redazione in coro (alzando gli occhi al cielo): Perché?
Tanaka: Bravi! Su, datevi da fare che La mostra del Cinema è quasi finita. Vi do un’ora di tempo
Un’ora dopo.
Tanaka: Iniziamo. Mata, sicuramente c’è sotto il Mossad, vero? Un tentativo di impadronirsi dei uno dei cardini della spiritualità cristiana e farla a pezzi, ci scommetto. Cos’hai scoperto?
Mata: Non molto, in verità. Ovviamente c’è il visto di approvazione del Dipartimento LAP (Lohama Psicologhit) sulla sceneggiatura ma gli uffici sono mezzi vuoti, ormai. Dicono che non è più tempo di sottigliezze. L’ordine generale è di negare tutto anche di fronte all’evidenza, come coniugi fedifraghi colti in flagrante o Donald Trump. Si preparano ad ammazzare tutti gli ingenui attivisti della Global Sumod Flotilla, cosa vuoi che gliene freghi di fare propaganda sottile tramite un film che non parla nemmeno di olocausto…
Tanaka: Mah… Sei sicura sulla Flotilla? Parliamo di trucidare centinaia di occidentali…
Mata: I sionisti, nel loro razzismo, sono ecumenici. Per loro tutti i goym sono subumani. Tutta carne da macello. Comunque questo è quello che si dice all’interno del Mossad. Se poi intervengono veti esterni da Trump o da Putin…
Tanaka: Agghiacciante anche per una brutta persona come me. Ok, seguiamo i soldi, allora. Sarà andata così: le star, pur di recitare nel film di un grande artista, hanno lavorato a paga sindacale offrendo performance da minimo sindacale. Schnabel si è intascato così buona parte del budget e ha anche affrettato le riprese per risparmiare, giusto? Che mi dici, Michael?
Michael: Mah, in realtà non risulta niente del genere. Schnabel è ricchissimo e se ha debiti non può averli certo colmati fregando i produttori, cioè anche sé stesso e i suoi amichetti (tra cui Johnny Depp che deteneva i diritti del libro di Nick Tosches da cui è tratto il film).
Tanaka (sconsolato): Non capisco… Non c’entra il Mossad, non c’entrano i soldi… Ci sono! La colpa è della giovanissima nipot.. ehm, terza moglie di Schnabel, Louise Kugelberg che ha rovinato la passabile storia criminale del libro di Tosches. E’ lei che ha inserito nella sceneggiatura l’ignorantissima idea di Dante rammaricato per aver dedicato la sua opera a una fanciulla che conosceva appena, invece che alla legittima consorte. E’ lei che si è inventata il mistico ebreo che avrebbe istruito il Vate. Ho indovinato, Umberto?
Umberto: Direi di no. L’idiota storia di Dante a scuola da un santone new age e innamorato pentito di Gemma Donati fa parte del libro di Tosches, dantista della domenica che non aveva nemmeno finito le scuole superiori, pace all’anima sua.
Tanaka: .Basta! Io mi arrendo. Nessuno ha trovato un perché, allora?
La donna delle pulizie filippina, che ha ascoltato, lavorando, tutta la conversazione, punta il dito indice verso una foto sul monitor:




