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#lovethephilippines – Voltes V: Legacy di Mark A. Reyes V

di il 25/07/2025
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Calzamaglie strette (ai limiti della decenza), la rivoluzione in un grande paese, sovrani e tradimenti, un re un po’ fru fru: cosa vi ricordano? Se vi viene in mente “La spada di Lady Oscar” sbagliate di grosso perché oggi parliamo di Voltes V: Legacy.

Trattasi di serie filippina, remake del famoso anime giapponese distribuito in Italia negli anni Ottanta nei canali che trovavano ospitalità nei numeri a due cifre. La grande scuola di doppiatori italiana, in questo caso, non si impegnò moltissimo nel tradurre l’anime originale al pubblico di casa, usando la stessa voce per molti personaggi e ad un certo punto scambiandosi anche i ruoli. Più fortuna invece ebbe nel grande paese delle Filippine, finendo nelle mani di gente evidentemente più professionale.

Piccolo inquadramento storico. Dal 1965 al 1986, le Filippine sono governate da un presidente terrorizzato, surprise surpise, dai comunisti. In questi anni, se non hai un gruppo comunista in casa, per piccolo che sia, non sei nessuno. Questi cattivissimi rossi ne combinano di tutti i colori e nel 1972 il presidente Marcos dichiara la legge marziale con violazione dei diritti umani e politici connessi. Durante questo periodo viene trasmesso in TV l’anime giapponese “Voltes V” che racconta della lotta contro un imperatore tirannico che divide la società in caste coi ricchi cornuti (specifico non essere una flessione comunista della review, ma proprio nella storia una parte minoritaria della popolazione ha le corna come il pio bove) e gli schiavi non cornuti. Se nasci senza corna sei spacciato, e non ti resta che ribellarti. Quando è troppo è troppo. Su ispirazione della chiesa Cattolica che sa prudentemente aiutare il più forte, l’anime viene bandito. Però la sigla iniziale parla di unirsi nella lotta, sacrificarsi l’uno per l’altro, stare dalla parte dei più deboli e ha un forte impatto nella rivoluzione nonviolenta del Rosario del 1986 che scaccia Marcos. Così a distanza di molti anni, il Coro Regina Coeli filippino canta la sigla di Voltes V in Chiesa e nelle parate militari la banda suona il tema che si presta molto al zumpa zumpa di chi cammina in divisa.

https://www.youtube.com/watch?v=Njr2_utGVnc&t=86s

Ecco perché non stupisce che le Filippine decidono di realizzare una live action ispirata all’originale giapponese infarcendola di storie d’amore e incurante che le calzamaglie possono essere strettissime negli anime per l’effetto Big Jim dei personaggi ma che con personaggi reali ci sarebbe piaciuta un po’ più di prudenza. In linea di massima la storia ricalca l’originale, anzi mette pure a posto alcune incongruenze, tipo che in una società super tecnologica i cornuti vanno in giro in carrozze trainate da cavalli. Rimane il fatto che nella base super segreta dei buoni si entra ed esce come da un centro commerciale sotto Natale, lasciando spazio alle scorribande dei cattivi che però hanno un modo per nascondere le corna. Complessivamente, sebbene si prefigurasse un capolavoro, temiamo che la produzione abbia speso tutti i soldi per la CGI della trasformazione del robottone e sia rimasto pochino per il resto, a partire dagli abiti di scena evidentemente presi su Temu per pochi pesi filippini. Rimane il piacere di godersi la recitazione di veri professionisti filippini che ti fanno sentire partecipe della battaglia e coinvolto nei loro problemi amorosi espressi in un mezzo spagnolo, un quarto di inglese, e un rimanente quarto incomprensibile.

https://www.youtube.com/watch?v=Njr2_utGVnc&t=86s

Se vi state chiedendo se ci sarà una seconda stagione, mi sento di freddare gli entusiasmi.

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