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FEFF 17 – Pillole dal lontano oriente

di il 27/04/2015
 

Esci dalla sala ed il cervello rutta un’idea. Scariche elettriche sinaptiche, mica pensieri, probabilmente utili solo alla manutenzione fisiologica dei neuroni. Capita a tutti e non se ne può fare a meno.

In attesa dei racconti completi, ecco i giudizi di prima istanza dalla capitale asiatica pro tempore:

  1. The Kingdom of dreams and madness: Miyazaki giovane/vecchio, giocoso/snob, cafone/fragile, entusiasta/depresso. La fine di un’epoca
  2. My ordinary love story: Da commedia brillante romantica coreana a psychohorror.Film discreto ma scuola coreana tecnicamente magnifica
  3. Breakup Buddies: Sarà che da vecchi piacciono i filmetti ma queste commedie semiserie al FEFF17 son fatte benissimo. E non è certo facile
  4. The last executioner: Storia di un boia thai, tra incubi e senso del dovere il film meno originale tra quelli proiettati fin’ora
  5. La la la at rock bottom: Discreta sonnolenza luminosa dallo schermo. Le pecorelle iniziano a radunarsi in attesa del pastore domani
  6. The gifted: Martinez anche senza la Domingo vince la platea dimostrandosi il vero punto nevralgico dei tanti successi del passat
  7. Women who flirt: Ecco come una commedia romantica possa risultare ancora oggi brillante intelligente scritta benissimo e divertente
  8. Confession: Un colpo gobbo e la vita dei protagonisti cambia. Non quella degli spettatori delusi da un’opera prima troppo convenzionale
  9. Il primo frutto bastardo della collaborazione tra festival è lo splendido The tribe, interamente recitato col linguaggio dei segni
  10. Ode to my father: Tanti buoni sentimenti in questo patetico drammone storico sociale tecnicamente ineccepibile. Lacrime in sala 😀
  11. Questo sesso è tanto amore“, parola di S. Baracetti presentando il noioso Kabukicho Love Hotel. Belle tette e adorabili le puttane
  12. The royal tailor: Film diretto da un ex-cazzaro che ha fatto i soldi e propone un filmone ben cucito
  13. Kung fu jungle: Bellissimo omaggio al cinema di Hong Kong tradizionale sulle arti marziali. Un grande Donnie Yen accende il pubblico
  14. Rubbers: ‘na cacata.
  15. Brotherhood of blades: Wuxia classico con spade grondanti e fratellanza; tecnicamente bello e con ritmo
  16. My old classmate: Racconto di una generazione che si apre al mondo per scoprire che la Cina è meglio degli States
  17. Tazza: the hidden card: giocatori incalliti, bari e farabutti che per 2 ore e passa se le menano di santa ragione tutti contro tutti
  18. Sara: Ben fatto ma senza un guizzo che lo sollevi dal rimasticato. Back to kung fu, Mr. Yau!
  19. Make room: Piece di teatro riprodotta sullo schermo. Carino anche se grezzo. E carina Riri
  20. Duke of burgundy: l’ho presa l’ho presa la Vispa Teresa? Anatomia di un rapporto amoroso. Lesbo e sadomaso per caso. Anche il cinema e la sua finzione. Bello.
  21. The continent: Non è facile girare un film senza alti né bassi capace di destare meno interesse di questo. Road movie dimenticabile
  22. Cafè. Waiting. Love: Commedia hipster demenziale, fra angeli, salsicce, tofu, uomini in bichini e cavoli putrefatti incatenati
  23. Gangster pay day:Per riuscire a far risultare Anthony Wong insipido e fuori parte ci vuole talento
  24. How to win at Checkers: Descrizione moralistica, cattolica, tonta e disonesta della vita di strada thailandese
  25. Helios: Blockbuster action poliziesco standard con personaggi senza spessore. Moscio. Tante esplosioni, tanti mitra e tanto sonno
  26. Alleluia: Fantascienza della relazione amorosa. Fondamenta tremolanti per un’ossessione violenta dai picchi altissimi. Gran film
  27. Hollow: Pioggia di vomito in questo horror vietnamita schiacciato su standard occidentali. Insegna che anche i pedofili hanno un cuore
  28. Sentimenti paterni per aborti, uomini gravidi e cadaveri vilipesi per il film più divertente del FEFF17: l’horror thai The swimmers !
  29. Garupa power – the spirit whitin: C’è molto di più oltre The raid in Indonesia
  30. Uncle victory: Film sofisticato e raffinato da un regista coi veri controcazzi. Da scuola di regia
  31. Meeting dr. Sun: Ho dormito quasi tutto il tempo e poi me ne sono pure uscito. Delicata commedia adolescenziale
  32. My love, my bride: Superficiale, ovvia e banale commediola per signorotte.
  33. The wicked: Magistrale esempio di come rovinare disastrosamente una bella idea e una riuscitissima prima mezz’ora.
  34. The curtain rises: Variegato di banalità solo per patiti di giovani asiatiche in età scolastica
  35. The last reel: Nuovo cinema paradiso cambogiano.Tra memoria e emancipazione femminile. Naif.
  36. 100 yen love: Che sia una vita da perdente o un film così così, la boxe ti risolleva sempre.
  37. Gangnam blues: Era meglio gangnam style, pure come genere. Durava pure meno e aveva meno personaggi tutti uguali, tra l’altro.
  38.  The end of the world and the cat’s disappareance: Stramberia giappo. Idea originale e simpatico il blog ma manca di ritmo e inventiva
  39. My brilliant life: Commmedia agrodolce divertente per trequarti. Gentile. Poi spinge sulla lacrima facile, ma indovina qualche momento
  40. 0.5mm: Buona letteratura per immagini. Sakura Ando immensa
  41. I am here: Un passo falso per un grande documentarista
  42. Parasyte part 1 e 2: Simpatico l’E.T. moncherino, ma non per quattro ore!
  43. Magical girl: Nera parabola sulle conseguenze dell’amore (paterno). Forse un po’ troppo simmetrico
  44. 20, once again! : Remake cinese un po’ meno riuscito del bel Miss Granny coreano già visto recentemente al feff. Un doppione
  45. Port of call: La vita e la morte di una puttana sedicenne ad Hong Kong. Nel mezzo delusioni, mortificazioni e sesso congelato
  46. Hyena: Ennesimo grandissimo film dell’incredibile selezione di mezzanotte che da sola salva tutto il festival. Consigliato!
  47. Where I am King: Cuore e favela. Questo film ci insegna che  viviamo in un epoca in cui si può amare anche un labbro leporino
  48. The man with three coffin: Dolore fisico per la più noiosa proposta di classico restaurato della storia del far east
  49. Siti: Senza una grande storia di fiction, si vince mostrando realtà lontane. Unico indonesiano in gara
  50. Unsung Hero: Puro distillato di FEFF. L’adorabile Giappone con la zip dietro il costume. E anche senza
  51. Forget me not: Originale, misterioso eppur classico. La selezione giapponese ed il FEFF17 rialzano la testa in questo finale di festival
  52. The taking of tiger mountain: Bel film scassone, ricco, poco originale e perfetto per la chiusura

Al prossimo anno!

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