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Our Sunhi di Hong Sang-soo

di il 21/04/2015
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Genere
MI PIACE

Le situazioni al tavolino del bar che ormai sembrano le scenette di Casa Vianello

NON MI PIACE

Il solito film di Hong Sang-soo

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IL MIO VOTO


AFORISMA
 

" Debbo scavare dentro di me per scoprire chi sono"

 

Ormai assistere ad un film di Hong Sang-soo è come trovarsi di fronte ad un loop interminabile, ripetitivo che si dipana a cerchi concentrici, quasi un segmento di una unica storia che racconta sempre le stesse tematiche.
Per gli ammiratori del regista coreano, e sono tanti in considerazione dei premi che continua a ricevere indefessamente, compreso il Pardo d’Argento conquistato a Locarno con questo Our Sunhi, si tratta di coerenza stilistica e di acuta osservazione di una realtà sempre più eterea; per i denigratori invece siamo di fronte alla solita pantomima , raccontata sempre alla stessa maniera che dimostra una aridità ormai prossima al nulla.
Our Sunhi non sfugge alla disamina bifronte che se ne può fare , ovviamente, anche perchè certi pilastri narrativi di Hong sono tutti lì in bella mostra.
C’è la neo laureata in Cinema, Sunhi appunto, che vorrebbe andare a studiare in America, c’è l’ex fidanzato anche lui aspirante regista che ha già diretto un film che ha come tema la storia d’amore finita con la ragazza; c’è l’altro regista più navigato in crisi di identità che molla la famiglia e va a vivere da solo e c’è il professore cui Sunhi si rivolge per chiedere una lettera di referenze da presentare come requisito per continuare a studiare.
In un intreccio che diviene strada facendo sempre più grottesco, quasi comico, i tre uomini, per un verso o per l’altro cadono nelle grinfie della bella Sunhi la quale non cerca altro che qualcuno che dia cibo al suo ego e le regali la sua approvazione. Naturalmente i tre si conoscono e si può facilmente immaginare la strada che prende il racconto, sebbene, il finale, una delle cose più riuscite del film, non sia affatto scontato.

Quasi tutto il racconto, secondo tradizione cinematografica firmata Hong, si svolge intorno al tavolino di un bar tra bottiglie di birra scolate e soju ingurgitato a iosa: e allora ecco venire fuori frustrazioni, sproloqui, occhi dolci e mani intrecciate, sprazzi di isteria e di ossessioni, fugaci tenerezze, progetti e intenzioni, pillole di filosofia spiccia.
Al grido ” Devo scavare dentro me per vedere cosa sono” ripetuto in svariate circostanze più una serie di giudizi, rivolti prevalentemente alla bella Sunhi, immancabilmente sempre uguali tra loro, assistiamo alla idealizzazione della donna e al concretizzarsi del concetto che “l’uomo è troppo emozionale mentre la donna è più decisa e sa quel che vuole”.
In effetti la figura di Sunhi, scostante e volubile, diviene il fulcro intorno al quale si mette in scena il teatrino della solitudine e della incomunicabilità che si conclude con le fatidiche parole ” La gente vive la vita nel modo che gli pare e non possiamo farci nulla”, osservazione che non richiedeva certo 89 minuti di storia per essere spiegata.
Come già visto negli ultimi lavori , seppur mantenendo una struttura sia tecnicamente (piani fissi e zoomate) che narrativa sempre uguale, Hong sembra adesso provare un po’ di empatia per i suoi personaggi: saranno pure isterici e vacui ma sicuramente hanno una bella dose di spregevolezza in meno, insomma bevono sempre da far schifo, ma almeno si insultano si picchiano e si infilano nel letto con meno frequenza.

Our Sunhi (2013)
Our Sunhi poster Rating: 6.8/10 (499 votes)
Director: Sang-soo Hong
Writer: Sang-soo Hong
Stars: Jae-yeong Jeong, Yu-mi Jeong, Sang Jung Kim, Min-woo Lee
Runtime: 88 min
Rated: N/A
Genre: Comedy, Drama, Romance
Released: 12 Sep 2013
Plot: A young woman returning to her old school to visit her professor also runs into her old boyfriend and her senior, each of whom has a past with her.

Our Sunhi ha il pergio però di non risultare noioso, il giochino ad incastri incrociati fa anche sorridere ed il via vai dei vari protagonisti è bene armonizzato, da qui però ad affermare che Hong abbia fatto un film valido ce ne passa.
Ormai il regista coreano è questo, la strada intrapresa è chiarissima, il suo cinema sta diventando una eterna rappresentazione cinematografica ad episodi con quasi sempre gli stessi attori, per cui attendersi qualcosa di diverso è pura illusione.

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