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#Venezia74 – Cronache Marziane! La mostra ai tempi del new jersey, parte 4

di il 06/09/2017
 

 

La notizia era nell’aria. Già un annetto fa era stato ad un passo dall’incidere un duetto con Elton John ma poi avevano litigato di brutto sulla tonalità di fucsia del tuxedo da indossare nel video e non se ne era fatto più niente. Nonostante le voci circolassero ormai da qualche mese, l’articolo sul giornale mi ha comunque lasciato di sasso mentre sgranocchiavo dei pork scratchings nel bar sotto casa. Dunque è ufficiale: Luigi Brugnaro è il nuovo cantante dei Duran Duran.

Il comunicato dice che affiancherà Simon Le Bon come front man ma noi sappiamo bene che l’eclettico sindaco lagunare non ama molto spartire le luci della ribalta ed è solo questione di tempo prima che il vecchio Simon si trovi su qualche panchina a Hampstead Heath a dare noccioline agli scoiattoli. E fossi John Taylor non dormirei sonni tranquilli perché sembra che il buon Gigi abbia altri progetti per il basso nei Duran…
Ok, oggi mi sento forte come un toro e punto ad un filotto di cinque film quindi alle 8,30 sono già in Darsena per un film da cui mi aspetto moltissimo. Siamo seri, può una dark comedy con Frances McDormand e Woody Harrelson essere brutta? Certo che no! Infatti THREE BILLBOARDS OUTSIDE EBBING, MISSOURI è semplicemente terrificante. La McDormand è come sempre eccezionale ma non riesce a salvare un film che sbanda da tutte le parti e funziona solo come collezione di battute (ce ne sono anche di magnifiche). La dark comedy è uno dei generi più difficili e se non si è in grado di calibrare il registro con il bilancino il risultato finale può essere disastroso. In Bruges era una macchina perfetta, questo è come se fosse stato scritto dai Coen ma girato dai Vanzina. Voto 1,5 perché sprecare attori del genere – c’è anche Sam Rockwell – è un delitto imperdonabile. Voto 5 però a Frances McDormand che si è talmente immedesimata nella parte di Mildred da mandare affanculo anche i fotografi nella sua breve apparizione sul red carpet.


Va già meglio con LIFE GUIDANCE dell’austriaca Ruth Mader. Niente di nuovo per carità, si naviga nel filone distopico paranoid-orwelliano ma l’angoscia che riesce a a trasmettere è palpabile, grazie anche alla splendida architettura brutalista ed all’utilizzo ossessivo del bianco negli interni sempre spogli e gelidi. Voto 3.


Ci spostiamo velocemente in Belgio per TUEURS di Troukens e Hensgens. Un polar ben fatto, veloce, duro, con montagne di cliché sulla corruzione nella polizia e nella politica. L’equivalente di un romanzetto hard boiled di seconda fascia da leggersi su un volo di medio raggio, quindi perfetto per una serata a casa con la pizza ai friarelli o al cinema di quartiere ma decisamente fuori posto in una mostra cinematografica come Venezia. Difficile dare un voto più alto di 1,5.
Breve pit stop al chiosco con gli amici cricchettari per un rabbocco di elisir al carciofo e trentaseiesima pizzetta della mostra. A volte credo che non riuscirò più a guardare in faccia una pizzetta per il resto della mia esistenza ma poi il giorno dopo mi tuffo avidamente su qualsiasi disco di sfoglia o pane appaia all’orizzonte. Se la mostra durasse un mese sarei probabilmente il primo morto di scorbuto della provincia veneziana nel ventunesimo secolo.
SANDOME NO SATSUJIN (The Third Murder) è sicuramente quello meglio riuscito della giornata. Peccato sia un court drama perché di film ambientati nei tribunali ne reggo al massimo uno al mese e qua siamo già al secondo in meno di quarantotto ore. Però pone riflessioni per nulla banali sul rapporto tra verità e giustizia e gioca anche visivamente su un progressivo sdoppiamento e sovrapposizione tra la figura dell’avvocato e quella dell’imputato che rendono il film comunque interessante fino alla fine. Voto 3,5.


Sono troppo cotto per un quinto film quindi mi avvio lentamente verso i vaporetti. Mancano cinque giorni alla fine della mostra ed il new jersey sembra sempre più un miraggio. Guardo gli ultimi raggi di sole sdraiarsi sulla tavola piatta della laguna ed una barca a vela che si avvicina. Ci sono delle ragazze in costume che si dimenano ed una figura maschile con un vestito crema un po’ tirato sulla pancia che fa delle goffe mossettine a prua. Her name is Rioooo and she daaaaances in the saaand.…..

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