Recensioni
58 letture 0 commenti

…sarebbe bello godersi l’incanto, God’s Not Dead di Harold Cronk

di il 15/04/2018
Editor Rating
IL MIO VOTO


AFORISMA
 

Ho perso la speranza in un mondo libero quando hanno tolto il posacenere dalle auto nuove

 

Da quando si è saputo che anche il Festival di Cannes le ha aperto i pesantissimi portoni, la Cricchetta del cinemino® è sulla bocca di tutti ad Hollywood ma, nonostante questo, noi a strisce bianche e blu non ci montiamo la testa, restiamo arroccati all’umile adorabilità che ci contraddistingue: sappiamo bene che i milioni di euro, le russe che nonostante l’aspetto dichiarano di essere già maggiorenni e la popolarità internazionale son cose passeggere. Così tiriamo avanti come sempre, passando i pomeriggi a guardare film con gli Amichetti di cinema. Tutto pur di non parlar d’amore.
Saranno state le tre e mezza di una domenica, stavo finendo di vedere God’s not dead quando, proprio mentre mi domandavo che diamine fosse questa porcheria e perchè uno dovrebbe odiarsi tanto da vederla fino alla fine, squilla il telefono. Dall’altro capo del mondo c’era Steven Spielberg, un vecchio amico:

Steve: Ciao Mic! Volevo fare a tutti voi i complimenti per aver ottenuto l’accredito stampa per il più importante festival cinematografico al mondo. Soprattutto volevo farlo prima di George, gli voglio bene, ma quel damerino vuole sempre essere il primo in tutto.

Mic: Grazie Stevie, ma dopo tanti anni di recensioni di qualità artistica ben superiore alle opere che commentano, ci mancherebbe anche il rimbalzo.

Steve: Sono contento per voi. Beh, comunque, bella giornata oggi, al sole si sta bene, ieri sera invece tirava un po’ di arietta. E tu, dimmi, come va? Tutto bene?

Mic:  Mi annoio, come sempre, e tu certo non mi stai aiutando. Stavo leggendo un po’ di commenti sul film che ho visto oggi pomeriggio, una cosa ignobile, sia a livello di concetto che di realizzazione. Te ne leggo qualcuno da YouTube, alcuni sono illuminanti:

  • Clazziquai R: Ero indeciso tra vedere questo film e un esame della prostata, ho preferito la seconda
  • mago elite: Film intellettualmente disonesto, mellifluo, apologetico, fazioso, infantile. Stilisticamente anonimo e televisivo. Sembra la versione video di un opuscolo dei testimoni di geova.
  • MrToshioutsumi: Che meraviglia! Aspettavo questo film da diverso tempo! È ora che la gente sappia che DIO NON È MORTO!!!
  • Elle0Erre: Film con ottime premesse. Peccato che poi si perda in propaganda della più becera fattura.
  • Radical Humanist: Ma i cristiani che scrivono commenti del tipo “esiste la scienza creazionista” sono stati cresciuti in una grotta?
  • Foxxo: Se dio non è morto, spiegatemi perché mi è venuto un cancro a guardare questo trailer

Steve (strabuzza gli occhi): Mi prendi in giro? Non penserai mica sia solo un film? E’ molto di più! Vuoi che non conosca il progetto God’s not dead? Dopo il crollo che ho avuto quando avevo la tua età®?! Dopo il Rapimento®?! Guarda, hai letto commenti di poveri abbagliati, non possono capire, perché non hanno visto quello che ho visto io in quella notte d’inverno. Stanno come dormendo. Pensa che c’è in giro gente che confonde ancora raggio traente col tunnel che finisce con la luce bianca. Sono tutti soggiogati, ipnotizzati, inebetiti. Se vuoi posso scriverti io la recensione.

Mic: …ehm…ma… (non mi lascia finire la frase)

Steve (agitato): …è ora di spalancare le porte della verità a chi si ostina a non voler vedere!

Mic: Steven, ok, ma mi prometti che non tirerai fuori per la millesima volta la stronzata degli alieni? Dopo Indiana Jones 4 e tutte quelle medicine psicotrope sei entrato in loop. Sai che ti preferivo quando eri in fissa per i ragazzini sulle BMX.

Steve: Tu lasciami fare, fidati.

 

Nota di redazione: copio/incollo la Review che mi ha inviato il giorno dopo per email:

 

 

SOCIETÀ, ALIENI, DIVINITÀ, RELIGIONE E ORGANIZZAZIONI.
UN SAGGIO IN TRE ATTI

di S. Spielberg

– Parte I: introduzione-

Di sicuro dopo la preistoria, ma forse anche prima, con il delinearsi del concetto stesso di tessuto sociale, è stato inventato un gioco vigliacco: la burocrazia, un forcone impugnato da chi già ai primordi aveva capito che controllare la collettività comportava vantaggi enormi. Questi subdoli individui (che d’ora in poi chiamerò Alieni®) si reincarnano ad ogni generazione e scrivono regole che valgono per tutti tranne che per loro stessi; a volte ne saltano una ma, l’umanità, questa pesantissima palla da bowling che sopravvive d’inerzia, invece di liberarsi dalle catene in quei rarissimi momenti storici favorevoli, ha sempre preferito elevare a divinità la Tradizione® (a volte confondendola col Folclore), seguendola ciecamente e dandogli valore come se fosse altro se non il più potente Freno A Mano dell’Evoluzione®.
Due cose so degli Alieni®: vogliono godersela e non vogliono problemi, così, per mantenere la popolazione obbediente ed evitare i conflitti, è stato necessario implementare i sistemi burocratici, ovvero quell’insieme di imperativi ottusi, quello schermo psichedelico d’immagini frattali, quel caleidoscopio di sadica rigidità, irragionevole vanto di zerbini con la divisa inamidata, quell’ammasso di regole casuali, non importa quali, basta che siano capaci di assolvere ai loro doveri di 1) disturbare 2) rallentare e 3) mortificare.
Non esiste schiavo con sveglia alle sette che non abbia assaggiato almeno una volta, in un momento di lucidità, il gusto amaro del sentire i sogni piegarsi sotto i fendenti della Burocrazia Sociale®, all’inizio tutti provano a lottare ma alla fine la schiena sarà troppo ammaccata per tornare dritta.

Così facendo, gli Alieni® hanno abbattuto nei secoli gran parte della creatività, dell’individualità e del genio ma sapevano che con le sole bastonate si crea una popolazione fedele ma anche depressa. E’ stato quindi necessario creare la Diversificazione dei Percorsi Preordinati di Vita®: tu sei importante, tu puoi scegliere la tua vita, tu puoi fare la differenza, sei tu a vivere le regole, non le stai subendo, insomma un gigantesco artificio capace di dare l’illusione della produttività, che a sua volta inocula un’euforia malata che nella fretta della quotidianità può addirittura essere scambiata per felicità o per un buon motivo per (soprav)vivere. E’ così che gli Alieni® hanno vinto su tutti i fronti e sono riusciti a creare un’umanità passiva, condiscendente, docile, arrendevole, conciliante, disciplinata, sottomessa e tollerante dandole al tempo stesso l’idea di avere un valore sia come gruppo che come singolo. Una popolazione calma, remissiva e normalizzata, incapace di esprimere il meglio e il peggio di sé, è la ricchezza di chi ha deciso le regole.
Bastone e carota, direbbe la Nonna. Ma la carota alla fine la mangia il contadino.
Questa in sintesi la storia dell’umanità.

 

– Intervallo musicale coerente –

 

– Parte II –

L’introduzione è stata necessaria per capire quanto la verga burocratica unita all’incantevole illusione della produttività siano i modi operandi** usati dagli Alieni®.
Nella pratica spicciola il loro utilizzo viene massimizzato in due specifici strumenti coercitivi, cavalli di battaglia del dominio planetario: le organizzazioni politiche e religiose, due bandiere sotto le quali si son fatti più schiavi in assoluto. Sventolano addirittura sopra l’eterna lotta domenicale tra la donna e il pallone dell’italiano medio.
D’ora in poi chiamerò le organizzazioni politico/religiose: Divinità®, in questo modo sarà semplice capire a cosa si riferisce la parola Dio (God) del titolo. L’ovvio corollario è che il film si sarebbe potuto/dovuto chiamare “I meccanismi coercitivi che violentano gli esseri umani non sono morti“. E questo è palese! Mi fanno ridere i romantici commenti su YouTube che fantasticano sul Dio-superman (onnipotente, onnisciente) che viene scimmiottato in mala fede nel film.

Non vorrei essere frainteso, non sto parlando della religione propriamente detta, etimologicamente corretta: gli Alieni® non possono certo prendere il controllo della parte più pura del singolo essere umano, possono al massimo controllare le regole della collettività. Se stanno stravincendo la battaglia è perché i più sono una massa di muti idioti che non capisce la differenza tra religione e organizzazione religiosa. La religione è la libertà di essere, la possibilità di ricominciare da zero, è accettare di togliere i fronzoli per ritornare a sè stessi. La religione serve ad evitare di farsi peso di infrastrutture che limitano il raggiungimento dell’obiettivo per cui si è in vita, diverso per ognuno. La religione è la direzione che porta una persona alla sua massima valorizzazione e solo il ritornare a sè stessi permette poi di aprirsi agli altri. Se la religione viene ancora confusa con una limitazione è perché per lavorare in una di quelle cazzo di scuole dei Salesiani si deve mentire dicendo che si frequenta il catechismo e si prende la particola ogni domenica.

Nonostante questo progetto alieno si coccoli al caldo abbraccio della burocrazia religiosa, se ci si pensa con attenzione, scorporando il significato di religione volgarmente detta dalla sua radice etimologica più pura allora sarà chiarissimo che il dio delle organizzazioni religiose e il dio delle organizzazioni politiche è lo stesso, ovvero la burocrazia sociale inventata dagli Alieni® di cui sopra. Quindi parlare di una delle due organizzazione equivale sempre a parlare anche dell’altra. Il Dio del titolo (ovvero quello che governa l’umanità) è quindi uno et bino**, a dispetto di quel che si racconta.

 

– Parte III –

L’incanto di noia e ignoranza tessuto con estrema perizia nei millenni dagli Autori della Storia era riuscito a penetrare quasi tutti, per questo la maggior critica che devo fare al film è di aver rotto la quarta parete del gioco facendo intravedere i meccanismi che ci stanno dietro. Adesso i molti che ancora potevano credere alla Finzione® dal basso della loro beata gioia (infilatagli a forza con una sonda anale) potrebbero affacciarsi alla breccia e unirsi alla già troppo lunga fila dei disillusi. E’ questo il timore che mi ha trattenuto dal dire la verità, fino ad oggi.

All’apparire dei titoli di coda, dopo quelle due ore insolenti, non può che risuonare l’eco dell’idea che qualcuno abbia pagato il progetto per veicolare i comportamenti di cervelli facilmente controllabili, dando per scontato che siano molti, perché di quattro gatti a chi importa? C’è un meccanismo grande come una casa dietro questa produzione. E, ripeto, è questo l’errore che commette: mostrare troppo di quello che nasce per restare nascosto, sono sempre stati bravissimi a dissimulare il loro incedere ma, questa volta, hanno fatto un passo falso, o sono stati sfrontati.

Riassumendo, God’s not dead è un film dal valore artistico Zero Assoluto perchè creato al solo scopo di muovere delle pedine, e queste possono essere indirizzate con ogni mezzo, non ultimo quello cinematografico. Basta che funzioni, agli Alieni® non importa che sia anche bello. Il dolore che ho provato vedendolo non è per le infime qualità di cui è costituito, ma per avermi sbattuto davanti l’ennesima conferma che tutto funziona ancora come ai primordi della società.
Come in quella sera d’inverno, durante il rapimento, il mio grande dolore è stato quello di veder passare davanti agli occhi di tutti un’operazione viscida e spudorata senza essere vista davvero. L’apoteosi della sfacciataggine è già nei primi fotogrammi: il film non è mica prodotto da Sony o Warner bros, è prodotto da tale Dominus che in latino – la lingua dei padri visitatori – significa Proprietario®. Non accorgersi, oggi come oggi, del dominio che da sempre soggioga l’umanità, possedendola di fatto, è chiaramente una psicosi collettiva. Finché si prendono gioco di tutti alle loro spalle allora può forse valere il vecchio detto: “occhio non vede/kuore non duole” ma, quando gli sputi in faccia, anche un papa-boy-scout asessuato se ne accorge e s’incazza.

Sarebbe bello godersi l’incantevole prigione della burocrazia sociale, ma il suo orrore traspare tra le righe del film come mai nella storia altrove. Al confronto Matrix è robetta per Mistress ucraine in black latex e frustino.
Che la rivolta degli schiavi abbia inizio!

 

 

**Vorrei precisare che anche se ogni tanto uso la lingua madre dei Padri Alieni® io non sono uno di loro, li conosco bene per via del Rapimento®, mi costringono costantemente a deplorevoli rapporti sessuali, dicono di non farlo per godere ma per sbloccare la mia visione sull’esistenza. Non mi reputo un loro discepolo nè faccio proselitismo. Tutti i continui riferimenti agli alieni nei miei ultimi venti film sono per via di forze che mi paralizzano e non posso che assecondare. Io inneggio alla rivoluzione!

Sei il primo a commentare!
 
Rispondi »

 

Commenta e vota