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Oltre il Guado di Lorenzo Bianchini

di il 18/12/2014
MI PIACE

Il borgo diroccato tra le montagne

NON MI PIACE

Quasi nulla, forse il leggero ammosciamento nella parte centrale

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IL MIO VOTO


 

Con al suo attivo ormai tre cortometraggi e quattro lungometraggi, Lorenzo Bianchini può degnamente essere considerato uno dei cineasti più validi all’interno del panorama desolante del Cinema italiano e sicuramente il miglior regista di horror movie.
E siccome è bravo e preparato ma fieramente indipendente, seguendo la legge imperante nel nostro paese che emargina chi non si adegua a certe regole, spazio per lui nei circuiti ufficiali non ce n’è, nonostante le ripetute prove offerte a confermare le sue indubbie capacità.
Dopo aver prodotto da solo, o con il piccolo ausilio di qualche benemerito ente friulano, tutti i suoi precedenti lavori, con Oltre il Guado qualcosa sembra muoversi ed i riconoscimenti per la sua ultima opera non sono tardati da arrivare, seppur relegati in rassegne cinematografiche minori.
Ispirandosi alla scuola horror italiana fatta di grandi artigiani appassionati Bianchini anche in Oltre il Guado conserva quella sua purezza formale che è il suo pregio più grande e che gli consente di girare opere dal grande impatto visivo con mezzi limitati in cui le atmosfere, imprescindibilmente legate al suo esser friulano, colpiscono in maniera indelebile.
Oltre il Guado non viene meno al ferreo credo filmico del regista: opera minimalista, immersa in una natura dura e bellissima che sa diventare protagonista grazie a paesaggi ed ambientazioni che sembrano esistere appositamente per creare un senso di crescente angoscia e disagio.
E poco importa se il racconto, di per sè, si basa su canoni narrativi che non hanno certo il pregio della originalità: quello che Bianchini racconta è l’angoscia della solitudine, il passato impregnato nelle mura di un vecchio borgo che pulsa ancora in tutta la sua drammaticità che si esplica in presenze oscure e ostili.
In questo ambiente Marco, un etologo che studia il comportamento degli animali selvatici servendosi di ausili tecnologici quali microtelecamere e microfoni, si trova immerso quasi naturalmente nel momento in cui si mette sulle tracce di una volpe che con la sua telecamerina ha offerto immagini notturne inquietanti.
Giunto nel borgo abbandonato dove tutto sembra stato spazzato via in una attimo, congelato in un istante e dove solo gli orologi e i cinghiali appena uccisi da un misterioso predatore sembrano dare segni di vita, scoprirà in una crescente discesa nel profondo della sua solitudine storie che risalgono a molti anni prima; episodi di drammi nascosti e che hanno intriso i muri del borgo abbandonato.

Across the River (2013)
Across the River poster Rating: 5.6/10 (317 votes)
Director: Lorenzo Bianchini
Writer: Lorenzo Bianchini, Michela Bianchini
Stars: Renzo Gariup, Marco Marchese, Lidia Zabrieszach
Runtime: 102 min
Rated: N/A
Genre: Horror, Mystery, Thriller
Released: 08 May 2014
Plot: The story revolves around an ethologist working in the remote woods, trapping animals and mounting cameras on them so that he can monitor their behavior remotely. The resulting recordings ...

Rimanendo fedele al suo cinema fatto di atmosfere, di paure e di angosce, Bianchini costruisce un film mirabile nella sua staticità e nel suo minimalismo all’interno dei quali si fa spazio il disagio , l’angoscia e la paura.
Chi si aspetta un horror all’americana , fatto di orpelli e di salti sulla sedia comandati, rimarrà deluso: Oltre il Guado è film intriso di tensione psicologica e visiva, di passione pulsante per il genere e di amore per il cinema; Lorenzo Bianchini merita senza ombra di dubbio un posto tra i migliori registi del Cinema italiano, speriamo che presto se ne accorga anche chi potrebbe rendere il lavoro di cineasti come Bianchini stesso un po’ più facile.

commenti
 
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  • Michele Arienti
    20/12/2014 at 16:01

    Il Cinema italiano che alza la testa. Un film fuori dalle logiche dello sfruttamento economico del mezzo e fuori dalla superficialità. Un film fuori dal tempo. Ben girato e diretto, di grande mestiere e capacità.
    La trama però, anche una volta spiegata ,è povera e per nulla interessante, il finale scialbo e superfluo, l’intento sta tutto nel tenere alta la tensione, ma pecca nel ritmo e l’attenzione vacilla. Ho avuto difficoltà a portarlo a termine.
    Ne si intuisce l’esperienza nel corto, ma sul lungometraggio ancora non ci siamo.
    Più film così, però! E la macchina cinematografica italiana riuscirà a ripartire dopo 50 anni di garage

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