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#Cannes2018 – 8 giorni per capire che Cate Blanchett non diventerà mai mia amica perché si veste di merda, fine

di il 21/05/2018
 

Ultimo giorno. Non solo noi, umili eroi stacanovisti che si sacrificano in sale buie e spaventose pur di dare piacere ai lettori della Cricchetta del cinemino, ma anche tutti gli altri inviati stampa al Festival de Cannes sono alla frutta. Il fondo schiena piatto, il cervello sovraccarico di idee, gli occhi fuori dalle orbite, gli alcolici a ciclo continuo. Ok, fin qui come al solito ma, ieri sera, mentre ero in coda per vedere Mandy, un ragazzo di qualche corpo avanti a me ha vomitato giusto ad un metro dalla fila. E questa, francamente, almeno è una novità.

 

Reazioni:

  • lui si vergogna e, accompagnato dalla presunta fidanzata, si allontana. Io mi domando: “Non è che semplicemente ha anticipato la reazione che avrà il pubblico alla fine della proiezione a cui stiamo per assistere, interpretando a modo suo il ruolo di novello profeta dei nostri tempi?“;
  • nessuna delle persone che stavano attendendo si è mossa di un centimetro;
  • il buttafuori del Casino (che è accanto alla Croisette) è accorso e si è messo ad elencare ad alta voce tutti gli ingredienti presenti nella vomitata. Distillando gioia per tutti.

Ho finalmente capito, purtroppo soltanto alla fine, perché Cate non si è vista molto in giro: è stata troppo impegnata nello scegliere il vincitore della più prestigiosa rassegna cinematografica al mondo. Con una qualità non proprio elevatissima come quest’anno, non era facile prendere una decisione. Alla fine i risultati sono stati:

PALMA D’ORO a Shoplifters di Hirokazu Kore’eda
GRAND PRIX a Blackkklansman di Spike Lee
PREMIO DELLA GIURIA a Capharnaum della regista libanese Nadine Labaki

Son contento per Kore eda, non ho visto il suo film ma ho visto tutti i suoi precedenti, dopo tante delusioni mi fa piacere che la sua ultima opera sia stata così apprezzata tra gli addetti ai lavori. Certo è che Cate, per presentarlo, ha scelto uno dei vestiti più brutti della storia: terrificante col fiocco rosso applicato dietro.

Cate Blanchett

Cate Blanchett

Il mio personale vincitore, scelto tra i film in concorso che ho potuto vedere, è stato Leto di Kirill Serebrennikov, un film giusto per le ragazze rock indipendente che siamo. La trama romanza fatti veramente accaduti in una Pietroburgo inizio anni ottanta, fermenti punk, gruppi che cercando il beneplacito del partito per poter effettuare un concerto.
Film sulla musica, su come il fenomeno del punk e della new wave abbia colpito in pieno anche l’Unione Sovietica del tempo, creando similitudini apparenti col mondo occidentale tanto vituperato.Grande film, grande musica e molta empatia perché, come dice il Gambillo (parlando della visione in spiaggia di Vertigo), le vere cose romantiche non riguardano l’amore.

The End

The End

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