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#BERGAMOFILMMEETING – Una pioggia di selfie dalla città dei mille – ultima parte

di il 14/03/2016
 

Ha vinto Enklava e sono contento. Avrei preferito Parasol perchè mi pare che il primo abbia già una sua produzione. Resta comunque un bel lavoro, ben recitato.
I film del mio ultimo giorno sono stati due ed entrambi meritavano di essere visti.

NU PUTU, della solita Jasmila Zbenic, di nuovo con la situazione post-guerra nei paesi della ex Jugoslavia: la vera protagonista di questo Festival (tema caro anche al vincitore). In questo film viene mostrato come il fanatismo religioso possa influenzare la vita di una coppia fino a distruggerla. Mettere in scena l’integralismo islamico è praticamente garanzia furbetta di interesse ed indignazione da parte dello spettatore, c’è però molta verità in questo film: il personaggio di Luna, hostess di volo, donna che ha provato direttamente sulla sua pelle la tragedia della guerra, cerca realmente di capire cosa stia accadendo ad Amar, su come sia stato illuminato dalla fede dopo una vita di sregolatezze. Triste ed onesto.

Nel pomeriggio riesco finalmente a vedere un film di Shane Meadows, mancato in precedenza per riuscire ad esser presenta ad altre proiezioni: LA CAMERA DI ROMEO BRASS è un classico film alla Meadows dove ironia e tragedia sono divise da un confine labilissimo, personaggi della classe media inglese con problemi di soldi, alcool e violenza. Dolce e amaro, un film che parla di amicizia e non in modo banale.

Al prossimo anno, Bergamo.

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